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LO SPAZIO DELL'ARTETERAPIA:
L'ATELIER
Lo studio di un arteterapeuta è una stanza luminosa, ricca di stimoli, e sembra già di per sé un quadro: fogli di carta di ogni tipo e dimensione, matite e pennarelli colorati, pani di creta, plastilina, stoffe, gomitoli di lana e poi forbici, scotch, colla, matite; ha spesso strani strumenti musicali, qualche telo colorato, ed è quasi vuota per poter danzare o raccogliersi e rilassarsi ascoltando musica. Lo studio di arte terapia è quindi un luogo che privilegia la creatività,
un ritorno al gioco e all'infanzia.
C'è qualcosa che però rende la stanza diversa da altri luoghi come i laboratori espressivi o gli atelier delle scuole a formazione artistica ed è la sua funzione, l'uso che ne viene fatto. Non è solo un posto ove giocare, esprimersi, sperimentare, ma è un setting terapeutico ossia uno spazio rassicurante e di sostegno, e un tempo definito in cui tutto ciò che
avviene riceve un ordine, ha un significato e viene utilizzato per facilitare
l'autoconsapevolezza, lo sviluppo emotivo, e/o per curare.
Nell'arte terapia i clienti fanno, toccano,
guardano, ascoltano e questo è molto importante. Inoltre creano una
storia che rimane, con la quale confrontarsi, anche nel tempo: un'immagine
infatti non ha sempre lo stesso significato nel tempo nemmeno per chi la
fa.
Per fare arteterapia è necessario dunque
uno spazio fisico adatto ad accogliere un gruppo di persone che vogliano
esprimersi in forma artistica, sufficientemente ampio per permettere sia
la libera espressione corporea che per l'eventuale realizzazione di manufatti
di grandi dimensioni. Si tratta di uno spazio
sicuro (setting) che diventa ambiente facilitante, un contenitore capace
di accogliere il mondo interno dei partecipanti. Questo
spazio non è solo
materiale, ma anche e soprattutto simbolico, poiché grazie
ai confini che lo custodiscono esso rappresenta una cornice di riferimento
protetta nella quale c'è la possibilità di esplorare preoccupazioni,
disagio, ansie attraverso la relazione con i materiali e con l'arteterapeuta.
L'arteterapeuta si
propone di lavorare sempre sull'unità dell'individuo e l'integrazione
delle parti, sollecitandone le risorse migliori, rispettandone le difese,
non “interpretandone” i
lavori, ma aiutandolo a fare chiarezza in un percorso di crescita e sviluppo
personali.
Secondo Edith Kramer, una delle fondatrici della
moderna arteterapia: “"Gli arteterapeuti dovrebbero essere
artisti o individui che hanno lavorato intensamente e con gioia e perciò,
al di là della capacità necessaria,
conoscono il piacere durevole nell'uso dei materiali d'arte, ingrediente
ricco e meraviglioso di cui l'arte è composta, esperienza che è assolutamente
essenziale per condurre sessioni di Arteterapia e per ispirare gli altri
a produrre".
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