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PLASMARSI ATTRAVERSO L'ARTE
di Liviana Presciuttini


arteterapia

Perché dipingere?  Dipingere è raccontare e raccontarsi, E’ percepire e percepirsi attraverso i percorsi della mente, quel dialogare fitto fitto fra sinapsi che ci mostra senza commenti il mondo, gli altri e noi, che trasmuta suoni e immagini in sensazioni e prima ancora di averle interpretate ci fa sentire … partecipi o indifferenti, soli, persi o vicini, gioiosi o tristi, saturi di vita o vuoti, capaci o impotenti e comunque desiderosi di capire e di comunicare.

Nasce poi l’alchimia che metabolizza le percezioni e le trasforma in immagini e colori che nel loro potere evocativo raccolgono esperienze remote e le partecipano al mondo rielaborando il presente attraverso l’esperienza del passato per renderlo altro.   Tutto ciò senza aver avuto ancora il tempo di giudicare… e siamo già nell’opera.
Osserviamo il nostro operare e intanto ascoltiamo e vediamo il mondo intorno a noi e nel mondo c’è già la nostra opera, già, essa stessa altro da noi.

La forgiamo e pensiamo “mi assomiglia” oppure no, “mi rappresenta” o “rappresenta proprio ciò che ho visto e volevo narrare” o “è quello che è” …..ed è già altro da noi.

Passiva e accogliente, pronta a recepire ogni altro nostro intervento, in lei ci specchiamo e osservandoci attraverso di essa possiamo decidere di cambiare e così il nostro giallo (o blu, rosso, o verde, viola o bruno) interiore diviene più acceso o più spento accendendo o spegnendo in noi il sorriso o le aspettative, la speranza, le delusioni o incertezze, la soddisfazione o la difficoltà di comprenderci. Tutto in un perenne divenire: siamo nella nostra crescita, consapevoli e liberi di crescere e cambiare o rimanere immutati se ciò ci soddisfa , comunque educatori di noi stessi e presenti nel mondo. Osservatori curiosi di proprie o altrui mutazioni possiamo trasmutare stati emotivi in immaginario inespresso e questo in consapevole espressione creativa. 

 

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